Quando un'attività decide di farsi un sito web, il percorso classico prevede tre soggetti diversi: chi registra dominio e hosting, chi progetta e sviluppa il sito, e chi (forse) se ne occuperà quando qualcosa si rompe o va aggiornato.
Il problema è che questi tre ruoli raramente comunicano tra loro. Se il sito rallenta, non è chiaro se la colpa sia dell'hosting o del codice. Se scade un certificato SSL, spesso nessuno se ne accorge finché un cliente non segnala l'errore nel browser.
Un modello in abbonamento risolve questo problema alla radice: un solo referente per tutto il ciclo di vita del sito, un canone mensile prevedibile invece di preventivi imprevisti, e la manutenzione inclusa invece di essere un'attività 'da fare quando c'è tempo'.
Non significa che il fai-da-te o il freelance singolo siano scelte sbagliate: per alcuni progetti funzionano benissimo. Ma per una piccola attività che vuole concentrarsi sul proprio lavoro senza diventare esperta di hosting e sicurezza informatica, avere tutto sotto un unico ombrello è spesso la soluzione più semplice.


